Andrea Jori

Testo di Franco Silvestri - Franco Silvestri

Quarant’anni sono una buona cifra simbolica per un’istituzione, tale da favorire una riflessione su questa che può essere considerata “una transizione di vita”: ebbene da tanto vive e lavora il Consultorio per la famiglia, favorendo la crescita della coppia, intervenendo nelle difficoltà di relazione, assistendo la vita nascente. Accanto all’attività clinica, si sono aperte nuove opportunità: si è cominciato a far riferimento all’Università come luogo di ricerca scientifica, si è allargata la rete istituzionale per divenire più incisivi nell’aiuto di chi patisce del demone del conflitto, si è accresciuta la nostra presenza presso scuole ed associazioni dove una conoscenza più esaustiva ha favorito una crescita armonica. È in questo contesto che è nata l’idea, accanto al convegno su “Le stagioni della vita”, di una mostra d’arte che con la sua capacità di astrazione e raffigurazione presenta l’esistenza come unità pur nella sua diversificazione di momenti.

L’arte ha infatti, come la relazione d’aiuto, il potere di oltrepassare il contingente e di parlarci attraverso quelle forme che raggiungono rapidamente lo scopo e ci fanno intuire ciò che molte parole non dicono.

L’arte ci permette di incontrare l’interiorità, ci fa conoscere la profondità delle emozioni, ci dilata insperatamente la conoscenza, sollecitando in noi quella tristezza, quella malinconia, quella inquietudine del cuore, come ci ricorda Sant’Agostino, quella gioia e quegli smarrimenti che sono racchiusi nel nostro intimo.

Per questo vorrei ricordare uno scritto di Silvano Arieti, grande psichiatra del secolo scorso “Per me l’arte è una di quelle sintesi magiche che ci fanno superare la vita quotidiana e trovare bellezze insperate e verità inaspettate. Questo superamento non significa il rifiuto del mondo. La magia ci fa riscoprire il mondo, ritrovare con Thomas Gray le gemme nelle oscure e inesplorate caverne dell’oceano e dissolvere con Richard Lovelace le sbarre delle gabbie ed i muri delle prigioni”.

Magia dunque, come propulsore di nuove conoscenze e come sollecitatore di meraviglie quasi infantili (non ci ricorda forse tutto ciò l’inside nella psicoterapia?).

Di fronte all’arte, anche raffigurativa, gli occhi si possono sbarrare, le orecchie tendere e il respiro trattenere, come se potesse accadere dentro di noi qualche cosa di nuovo ed insperato.

Questo è stato il nostro intento, questo è stato lo sforzo profuso nell’organizzare la mostra di Andrea Jori che propone una sua armonia, una sua completezza, una sua e nostra ricerca di senso nel ciclo della vita.

Il Presidente del Consultorio Ucipem di Mantova

Dott. Franco Silvestri

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