Ho un ricordo molto chiaro della mia prima visita a Mantova, appena nominato Vescovo. Mentre mi veniva mostrato il grande salone al primo piano del Palazzo Vescovile, l’occhio si è improvvisamente bloccato su un volto in terracotta raffigurante una persona molto cara a me e al cuore di tutti: Giovanni Paolo II. Ne avevo visti altri, ma questo mi è apparso particolarmente “vero”: non solo per i tratti somatici, ma soprattutto per l’espressione dello spirito di quell’Uomo indimenticabile: il sorriso sereno e coinvolgente, come avesse qualcosa da dirti; lo sguardo profondo e indagatore che ti apre il cuore a confidenza; il volto che esprime gioia e fiducia nella vita; in una parola, i sentimenti che ci si aspetta da chi porta in sé qualcosa di Dio. Ho chiesto subito chi fosse l’autore: Andrea Jori, lo stesso che aveva fuso la bella Croce pettorale che portava il Vescovo Egidio. Ora quel volto è visibile, in bronzo, davanti al Santuario delle Grazie, a ricordo dell’indimenticabile visita papale del 1991.
Sono perciò onorato e contento di poter presentare la prossima personale di Jori, peraltro dal titolo molto esigente, “Il ciclo della vita”.
Sono curioso, infatti, di contemplare come un artista sa esprimere convinzioni, sentimenti ed emozioni di fronte ai segni profondi e indelebili che la vita, nel suo trascorrere, lascia sul volto e nei tratti di ogni uomo e di ogni donna.
Voglio indagare in qual modo queste grandi parole, nascere, vivere e morire, possono prendere corpo nei materiali “pesanti” di uno scultore, rimanendo insieme veicolo impalpabile di idee, certezze, dubbi o perplessità.
E, alla fine, vorrei poter raccogliere in silenzio emozioni e sentimenti che, di questi tempi, invece che esserne veicolo privilegiato, le parole sanno solo riempire di rumore, mentre l’arte li riserva alla carezza e all’intensità dello sguardo: quello appunto che si rivolge normalmente a ciò che conta nella nostra vita.
Auguro perciò a Jori non solo di ottenere successo di visitatori, ma di potersi rendere conto di quanto le sue opere riescono a dire e partecipare i grandi valori della vita umana nei quali egli crede: non è per questo che l’arte è linguaggio universale?
+ Roberto Busti
Vescovo di Mantova
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