Andrea Jori
Ombra e luce

Ombra e luce

Il titolo parafrasando l'incipit delle "investigazioni spirituali"  scritte dalla filosofa francese Simone Weil,  La pesanteur et la grace,  allude alle forze primordiali che in  contrapposizione perenne  governano l'universo. Ombra e luce  vengono intese anche come male  illimitato ma non infinito e amore come supremo stato di coscienza e  conoscenza in una prospettiva semantica trascendente.
 Jori attraverso il linguaggio dell'arte s'ispira alla dicotomia degli  opposti, alla fragilità del bene e alla banalità del male e  ricorda,  esorcizzandole, le persecuzioni che uomini di tutte le epoche hanno  inflitto ai loro simili affinché certe atrocità non possano ripetersi in futuro.
 Viene evocata la bellezza, la catarsi artistica, come  rivelazione/comunicazione, vortice che si innalza oltre i limiti del  logos per riconciliarci spiritualmente.
 L'artista ha così creato una galleria di immagini dove la drammaticità  dei temi trattati  si stempera nella ricerca di una  prospettiva di  speranza. In mostra è possibile osservare anche una formella in  terracotta plasmata ad altorilievo che fa parte  di un  vasto ciclo di  opere che lo scultore ha dedicato, nel corso di molti anni, alla storia  del popolo ebraico.
 Le figure negli acquerelli di Jori sono ridotte a forme essenziali e  aspre, colorate vivacemente ritagliate sopra uno sfondo cupo, solfureo,  icone  dell'eterno  dramma esistenziale umano, della vita che  pervicacemente si rigenera sempre e comunque. I ritratti scultorei in  terracotta fissano per i posteri nella materia lo spirito di uomini e  donne che non vollero, anche a costo della loro stessa vita,  rinunciare alla loro umanità e all'idea di un mondo dove è libera e pacifica la  convivenza  oltre i totalitarismi.

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